Alba e Carlos Manuel. Tre declinazioni del rapporto padre-figlia in Fuga
Resumen
Il presente elaborato prende le mosse da una delle più celebri ed esaustive interviste che Alba de Céspedes rilasciò alla Rai negli anni Ottanta: nel descrivere la parabola della sua formazione personale e l’evoluzione della sua scrittura, l’autrice italo-cubana precisò che il ruolo esercitato dal padre, Carlos Manuel de Céspedes y Quesada, si rivelò determinante nella definizione dell’esperienza umana e intellettuale di lei, soprattutto in relazione alla convinzione che la donna fosse non solo una creatura libera e depositaria di pari dignità rispetto all’uomo, ma soprattutto qualunque donna volesse esercitare tale libertà dovesse essere pronta ad assumersene ogni tipo di responsabilità sociale e professionale. L’articolo passa poi a indagare tre racconti della raccolta Fuga, al fine di dimostrare come il rapporto padre-figlia, declinato in tre forme distinte e tutte ugualmente interessanti, abbia rappresentato un punto fermo della storia e della scrittura di Alba de Céspedes, soprattutto nella fase compositiva iniziale.
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De Céspedes, A. (1941). Fuga. Milano: Mondadori Editore.
— (1980). «Scrittrici del ‘900. Incontro con Alba de Céspedes». RaiPlay. Recuperato il 7 giugno 2021, in https://www.raiplay.it/video/2020/02/Scrittrici-italiane---Incontro-con-Alba-de-Cespedes-c3e913dd-26e8-4ade-860a-577a742de0b5.html.
— (2018). «Passato e presente. Alba de Céspedes, la voce di Clorinda». RaiPlay. Recuperato il 5 giugno 2021, in https://www.raiplay.it/video/2018/01/Passato-e-presente---alba-de-cespedes-una-vita-dentro-la-storia-e6fae64f-3ec7-4ccb-87fa-f45e5a5fcae8.html.
Lilli, L. (19 novembre 1997). «La scomparsa di Alba femminista e gentildonna». La Repubblica. Roma.
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