Sensi «criptati» di una novella esemplare (Decameron iv, 5)
Resumen
Il contributo si propone di indagare la novella «Lisabetta da Messina» di Giovanni Boccaccio, la quinta della IV giornata del Decameron, tra le più note, per il carattere tragico-elegiaco che la connota, ma anche tra le più resistenti ad un’esegesi che esaurisca la sua profondità di senso e sciolga in via definitiva la natura stratificata che la ammanta. Il carattere sfuggente della novella accentua il fascino intatto nei secoli del capolavoro novellistico di Boccaccio, oggetto di molteplici riletture critiche nel tempo, scaturite dalle sottili ambiguità suscitate dai testi impliciti sottesi, dai numerosi paratesti inglobati o allusivamente richiamati, soprattutto i classici della tradizione greco-latina, o i rimandi medievali coevi e anteriori che moltiplicano i possibili approcci interpretativi, ognuno dei quali svela parzialmente la verità, ma senza mai illuminarla e chiarire del tutto i sensi ultimi di una novella esemplare.
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